Io, in breve

 

Sono Laura. Ma chiamami Lauretta, che se no si fa casino. Anche se dico sempre che sono gggggiovane dentro, ho ventotto anni suonati.

Occhio chiaro, capello corto, un metro e sessanta molto scarso per una cinquantina di chili circa e un accento inequivocabilmente romagnolo. Ad essere precisi, ricconese.

Sono innamorata e sposata con uno chef bello bello con due occhioni neri neri e un sorriso che scalda l’anima. Sono la mamma di Ale, un dolcissimo batuffolo di pochi mesi con evidentissime inclinazioni alla narcolessia, delle quali non ci si lamenta punto.

Ho studiato lingue, ma sotto sotto volevo fare filosofia. Lavoro nell’azienda di famiglia, ma sotto sotto sono una scrittrice. E sogno una vita di carta stampata, più che di fatture… con i sogni dicono si mangi poco (dimagrire comunque non sarebbe male, dato che ho i kg del post partum sul groppone da smaltire eh…), ma a me piace non smettere mai di crederci.

E scusa se un po’ me la tiro anche, per aver pubblicato due romanzi (Life in Paris , 2007 Edizioni Il Filo – Eyes, 2010 Zerounoundici Edizioni) prima dei trent’anni. Ok, non li ha letti quasi nessuno, per ora, ma non ho ricevuto nemmeno una stroncatura. Sempre per ora, si intende. E sono pure riuscita a vendere più copie io con Eyes, che quel romanziere mancato di Gordon Brown. Che sarà anche un pessimo scrittore, ma a differenza della sottoscritta almeno ha un ufficio stampa…e quindi zero attenuanti.

Che altro… ah sì, mi piace viaggiare (c’è qualcuno a cui non piace?) e io e lo chef non vediamo l’ora di poterci mettere in spalla il nanetto e portarlo a vedere un po’ di mondo.

Leggo un casino. Di tutto, me li mangio i libri, da quando ero piccina. Mi dico sempre che se il 10% degli italiani leggesse quanto me a quest’ora sarei miliardaria.

Suonavo il basso elettrico e lo trovo tutt’ora uno strumento scandalosamente sensuale.

Ho un amore viscerale per la musica, che considero una componente imprescindibile della mia vita, quasi quanto il buon vino e il buon cibo.

Non ho strane depravazioni sessuali, quindi astieniti se sei un maniao, uno stalker o un povero maschio frustrato da una vita troppo stressante e/o represso da una moglie rompicoglioni. Ho un pessimo carattere e un paio di parenti avvocati.

Avvisato insomma.

Se vuoi saperne di più, non ti rimane che leggere il mio blog, i miei racconti (li trovi nella sezione “io, che scrivo”) e i miei due libri.

Eyes lo trovi, su ordinazione, in qualsiasi libreria. Oppure on line, su IBS. C’è il gruppo su Facebook, se vuoi iscriverti e diventare fan. Se sei uno sborone* e hai l’ipad lo puoi trovare anche in formato e-book. Insomma, se mi dici che non lo rimedi, vuol dire che proprio non lo vuoi leggere. L’altro, Life in Paris, è fuori catalogo, quindi se ti interessa leggerlo basta mandarmi un’email e te lo farò avere.

Hope you’ll enjoy this space,

Lauretta

* dal dizionario romagnolo/italiano: tipico esempio di manzo romagnolo, lo “sborone”  ha sempre il cappotto di moda, prima ancora che vada di moda. Ha tutti i possibili aggeggi e congegni tecnologici, anche se bene e spesso non li sa nemmeno usare. Gira con un’auto di tendenza (tipo la 500 Abarth o l’Audi R8). Tende a farsi più grosso di quel che è. Bara, nel novanta per cento dei casi, sulle dimensioni del suo apparato riproduttore.

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