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The Day After Top 5: Notte Rosa 2011

Io sono una che le promesse le mantiene. Sempre. Dopo il post che elencava le più classiche tipologie di villeggiante della Riviera, m’era stata avanzata la richiesta di fare un’analisi antropologico-sociale dell’avvenimento più cool e trasgressivo dell’estate romagnola: la Notte Rosa.

Io v’avviso, ve la siete cercata.

Anzitutto una precisazione indirizzata a chi è autoctono e ha più di vent’anni: la Notte Rosa è una cagata pazzesca, diciamocelo. Per due giorni sembra di piombare in un girone dantesco rivisitato da un pittore strafatto delle peggio sostanze, c’è ovunque un gran casino e se si considera che i tre quarti della gente che viene ad affollare le città della riviera dorme in macchina o fa direttamente il dritto e poi torna (forse) a casa, non c’è nemmeno tutto questo gran guadagno per le strutture ricettive. Se si pensa che per quel weekend i bagnini devono assumere i guardiani notturni (e quindi accollarsi costi extra) per non subire danni alle strutture… beh, il paradosso parla da sé.

Ciò detto, è innegabile che da un punto di vista antropologico ci sia veramente da divertirsi.

Tutti, chi più o chi meno, per la Notte Rosa si è esagerato, almeno una volta. Io anche più di una, ma non stiamo a entrare nei dettagli. Per farvi capire, l’anno scorso, incinta di sette mesi, me ne andavo in girò messa così:

sono immagini che si commentano da sole, insomma. Però noi si ha stile, anche quando si fa gli scemi. Perché tra goliardia e inciviltà la linea c’è e non è nemmeno così sottile. Ma sto divagando: non è di me che debbo parlare, ma della variegata fauna che regolarmente ogni anno ci invade il primo weekend di luglio.

Ora, io sono anche privilegiata, essendo che abito in centro. Del tipo che sabato sera, anziché uscire in mezzo al casino, io e Chef s’è messo a letto l’infante, ci si è stappati una bella Moretti 66 e ci si è seduti belli belli sul terrazzo ad osservare la fiumana di ggggeente fino a sera inoltrata. Meglio che stare al cinema, sul serio. Pensavo di aver visto praticamente tutta l’ infinita gamma di bassezza umana standomene comodamente seduta in terrazza.

E invece mi sbagliavo.

E di grosso anche.

I soggetti migliori li ho visti la mattina dopo.

Che tendenzialmente si va in spiaggia al mattino presto, con un nanetto di nove mesi. E delle facce così da “I Love MY Postumi” era da un pezzo che non le vedevo. Siete pronti per la Top Five del Capodanno dell’Estate? E allora andiamo:

THE DAY AFTER TOP FIVE- LA NOTTE ROSA 2011

1. I maschietti under 25 a gruppetti da 3-4 individui

e già definirli “individui” è fare loro un complimento, ma non mi veniva un termine più dispregiativo. Se questi qua avvistano un paio di gambe glabre e una chioma semi-lunga il loro organo riproduttivo manda un sms all’unico neurone che hanno in dotazione (certuni non lo testano mai, quindi in alcuni casi può anche darsi che il suddetto neurone non sia funzionante, ahimè) e cominciano a sbavare annusando l’olezzo di patata. Non ha importanza che l’oggetto del desiderio sia Kate Moss oppure la strega di Biancaneve: l’importante è che respiri. Al mattino dopo si dividono in 2 categorie: quelli che c’hanno il fisico (che tengono la botta, per intenderci) in spiaggia giocano a pallone, starnazzano e rompono i coglioni. Quelli che non c’hanno il fisico sembrano usciti dal casting di Zombie. Ma riescono ugualmente, in un modo o nell’altro, a rompere pure loro i coglioni.

2. Le femminucce under 25 a gruppetti da 3-4 individui

complice l’ormone, l’articolo scritto ad arte (e strapieno di vaccate) della rivista femminile preferita sull’argomento e  la notte più trasgressiva dell’estate, le nostre affezionate si abbagasciano talmente tanto da far impallidire le ragazze che normalmente bazzicano lungomare e statale per tutto il resto dell’anno. Succinte, sguaiate e incredibilmente ubriache dopo una birra piccola, a parole darebbero su anche al gatto. Poi però se vengono avvicinate dai loro pari di cui sopra con apprezzamenti un po’ volgari e quindi in linea con il loro abbigliamento, si incazzano come delle mantidi religiose in astinenza da sesso. Non voglio sembrare bacchettona, ma mettersi un paio di jeans e un top e magari un tacco alto no? Troppo bon ton? Eh certo, meglio la tutina in lattice fucsia e lo stivale in pelle umana. Eh beh, di classe direi… Al mattino dopo si comportano come i loro pari maschi e hanno le stesse facce di merda.

3. Le famiglie autoctone con bambini piccoli in bici

Che io sono la prima a volerci stare, nel casino. Che ho considerato un’ amica ex panza del corso pre-parto un’eroina per aver fatto un giro in mezzo alla bolgia con la figlioletta di nove mesi … però non capisco perché, con tutti i sabati sera disponibili in un’estate, questi qua devono proprio scegliere quello della Notte Rosa per fare un bel giro in bici con i 2 figli di circa cinque e sette anni. è GARANTITO che verranno stirati alla prima curva. Si sa. Cazzarola, ma se proprio vuoi  fare un giro esci a piedi. La mattina dopo li vedi in spiaggia: acciaccati e doloranti i genitori e galvanizzati come sei galloni d’acqua saturati di idrolitina i figli. Se li avete vicini di ombrellone desidererete di possedere un Kalashnikov.

4. Le famiglie di villeggianti con bambini piccoli in bici

A questi non dovrebbero farli proprio uscire dall’albergo, quella sera. Dovrebbero sciogliergli un sonnifero nell’acqua a cena. Tanto ormai i soldi del weekend l’albergatore se li è garantiti e forse, se non li fa uscire, c’è pure la possibilità che tornino l’anno seguente. Se varcano la soglia dell’albergo, le probabilità di mantenere il cliente si dimezzano. All’istante. Se rischia di rimanerci secco l’autoctono, figurarsi il forestiero con prole. Questi qui la mattina dopo, va da se che in spiaggia non li vedi.

5. I quarantenni.

Maschi o femmine è lo stesso: il quarantenne, durante la Notte Rosa, perde il senno e anche ogni freno o più piccolo barlume di dignità per sacrificarli sull’altare di non so quale dio pagano che si illude possa togliergli di colpo un ventennio dal groppone e dargli il lasciapassare per comportarsi peggio delle prime 2 categorie messe insieme.  Li vedi in spiaggia il giorno dopo e sembra che un plotone di nazisti gli abbia appena sterminato sotto gli occhi la famiglia lasciandogli in vita solo la suocera e il chiwawa della stessa.

Penso di essere stata abbastanza esaustiva: ma a tutti quelli che passano a leggere e sono stati testimoni della Notte Rosa va il mio caldissimo invito a lasciare un commento!