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politically incorrect

Location: dal fruttivendolo. 

Mi scapicollo per prendere le biete (che non si sa perché certi negozi, tra cui i fruttivendoli, si sviluppino in altezza) e spostare il passeggino con dentro Titu ogni 3×2 perché ovviamente ovunque io lo posizioni è inevitabilmente in mezzo ai coglioni. 

Sudata come dopo la maratona di New York mi trascino al banco. Robi, il fruttivendolo appunto, sistema le mie cose e mi prepara il conto e si intrattiene a chiacchierare con una carampana di settant’anni per gamba che ciarla (erano le otto e mezza del mattino, nda) a nastro. Ivi di seguito il sunto del dialogo:

Robi: eh, certo che la signora X ne fa di beneficenza eh…

Carampana: ah sì, guarda, sia lei che suo marito sono davvero ammirevoli! Organizzano incontri, raccolte fondi, cene echipuùnehapiùnemetta.

Robi: si ma comunque non c’è mica bisogno di organizzare chi sa cosa eh… basterebbe che ognuno nel suo piccolo rinunciasse al minimo sindacale di superfluo…

Carampana: hai proprio ragione eh. Che se ne buttano via talmente tanti di soldi, cosa vuoi che sia dare a chi ha bisogno un paio di euro al giorno?

Entra in quel preciso istante un ragazzo di colore. Alto, magro magro, bello come il sole. Sorridente e con mille cose utili in mano (accendini, fazzoletti, penne, calzini ecc) chiede se qualcuno ha bisogno di qualcosa. La Carampana lo squadra inorridita, poi spara fuori la perla del giorno: “ah no nani*, se da tutti voi dovessi comprare qualcosa non mi rimarrebbe un euro per far la spesa! Su, gira al largo.”

Poi uno si chiede come mai io ce la mandi così ben volentieri a fare in culo, certa gente… 

 

* vezzeggiativo gergale romagnolo. Si usa per tutti ed è sinonimo di “caro/a”

words are useless

“On and on, the rain will fall

like tears from the stars

like tears from the stars

On and on the rain will see

how fragile we are

how fragile we are. “

Ciao Yara.

Riposa in pace, piccolo angelo.