Archive for the ‘ Ode to my family ’ Category

Spinning round and round

Non so se sia più faticoso star dietro a mio figlio di sette mesi o a mia madre, che ha sessantasei anni suonati e deve rispettare l’imperativo del medico di prendersi una bella pausa dagli impegni che le gravano sulle spalle e cercare di rilassarsi.

Ora.

Mia madre possiede una percentuale di cocciutaggine non indifferente, lavora da quando aveva otto anni e per lei il massimo del relax è stirare una ventina di camice di fila. Ecco, così per darvi una veloce idea del soggetto. Come molte donne in menopausa, soffre di ipertensione: se a ciò uniamo una dieta completamente malsana (olio versato col gomito perennemente alto, sale come se piovesse e maiale cucinato in ogni modo) e uno stile di vita frenetico, l’innalzamento di pressione – e conseguente gitarella al pronto soccorso- è praticamente garantito. 

Dato che io sono la figlia con il carattere più simile al suo, pare che a me deleghi molto più di buon grado molti impegni giornalieri e  lo scambio è equo: lei mi tiene Titu e io sgobbo al posto suo.
Io sapevo che mia madre avesse molte cose da fare.

Ma minchia, non pensavo davvero che fossero così tante. 

Giornata tipo del panzer super corazzato: sveglia all’alba e mette su il brodo per mio figlio e la pappa per il cane (che fa la guardia nel loro casolare di campagna, a circa 20 minuti di macchina da Riccione, nda). Poi stira per un’oretta e così si fanno circa le otto. Accompagna uno a caso dei 3 figli di mia sorella (che abita nell’appartamento sotto quello dei miei, nda) a scuola. Al suo ritorno mette su il caffé così quando arrivo io con Titu ce lo beviamo. Poi io vado a lavorare, mio figlio sviene letteralmente e se la dorme fino alle undici circa. Lei secondo voi, che ne so, si guarda un film, chiama un’amica, legge un libro, fa giardinaggio? Nossignori. No. O fa 4-5 uova di sfoglia (non si sa mai), oppure si mette a pulire 3-4 kg di pesce, oppure stira. Se proprio vuole esagerare e oziare di gran bella, prepara una ricetta elaboratissima, tipo la “Sella di vitello alla Orlov” . Dopo pranzo va a portare il rancio al cane di cui sopra. Poi va al supermercato e fa la spesa per sé, per mia nonna, per mia sorella e anche per l’ufficio se capita. 

Insomma, la parola “cazzeggio” non fa parte del suo vocabolario. 

Da una decina di giorni a questa parte, non può (ne se la sente, per fortuna) fare praticamente nessuna di queste cose. Insomma, dovrebbe approfittarne e rilassarsi. Il che comprenderebbe anche andare dal parrucchiere, dall’estetista, a cena fuori. Ovviamente non lo fa, ma comunque se ne sta buona a casa.

Ed ecco che entro in scena io. 

Che oggi sembravo la figlia di Colin McReae, con la mia Focus 2000 sotto il culo a palla per le stradine di campagna. Che poco ci mancava che gliela tirassi da finestrino in corsa la pappa al cane. 

Che ieri l’ho portata al supermercato e dopo 2 ore che eravamo dentro giuro di aver sentito una voce che mi diceva “presto sarà tutto finito, non temere”.

Che al vivaio mi sono caricata 6 sacchi di terriccio da 20 l l’uno da sola in macchina. 

Che quando arrivo a casa la sera, poco ci manca che sia Titu a mettere a letto me. 

Che siccome il DNA non è un’opinione io alla fine sono la fotocopia in miniatura della mia mamma, per carità. 

Però, qui lo dico e lo ribadisco: se io arrivo in salute alla sua età COL CAZZO che mi faccio una vita così. Preferisco stancarmi girando il mondo, piuttosto che girando tra la lavanderia, la Coop e la ferramenta. 

In sintesi: se non si rimette in fretta, al pronto soccorso ci finisco io… 

Hasta Luego. 

 

 

 

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